In un’epoca in cui i simboli rischiano spesso di svuotarsi di significato, ho sempre creduto che ci siano gesti capaci di rimanere scolpiti nella storia di una comunità. Gesti compiuti con il rispetto per i miei antenati e un profondo amore per le mie radici, scegliendo di metterci la faccia — e le spalle — per dare voce a un’intera collettività.
2010: La conquista della visibilità e la bandiera sul Ponte delle Nazioni
Correva l’anno 2010 quando, insieme al gruppo direttivo dell’associazione Scanderbeg di Parma e grazie alla sensibilità e all’arte fotografica di Denada Alimadhi, decisi di compiere un’azione simbolica ma dirompente.
In quel periodo, sul celebre Ponte delle Nazioni a Parma, mancava inspiegabilmente la bandiera albanese, nonostante la nostra comunità fosse già una delle realtà più radicate, laboriose e integrate del territorio. Quel vuoto non era solo una lacuna cromatica, ma una mancanza di riconoscimento istituzionale.
Per colmare questa assenza, decisi di farmi immortalare avvolto nella bandiera con l’aquila bicipite proprio su quel ponte, dando vita a uno scatto iconico firmato da Denada Alimadhi. Quell’immagine fu inviata direttamente alla Giunta Comunale di Parma come appello visivo e civile. La lungimiranza delle istituzioni parmigiane colse immediatamente il segnale: da allora, la bandiera albanese sventola stabilmente sul Ponte delle Nazioni, a testimonianza di un dialogo fruttuoso e del riconoscimento ufficiale della nostra comunità.

14 Giugno 2026: La voce dall’alto e la protesta in Piazza Garibaldi
La storia della dignità non si ferma al passato, ma si rinnova nel presente. Il 14 giugno 2026, in concomitanza con le mobilitazioni del popolo in Albania e le proteste della diaspora albanese, anche la nostra comunità ha fatto sentire la sua voce scendendo in Piazza Garibaldi.
In quel momento cruciale, ho voluto dare un’eco ancora più forte alla protesta. Portando la bandiera albanese sul tetto del palazzo più centrale e rappresentativo di Parma, ho voluto levare letteralmente e metaforicamente il nostro grido, affinché la manifestazione ottenesse la visibilità e l’attenzione mediatica e politica che meritava. Un gesto di coraggio e di leadership civica che ha impresso un segno indelebile in quella giornata di lotta pacifica.

Un legame che attraversa le generazioni
Onorare i propri antenati e portare con orgoglio il proprio cognome non significa soltanto guardare indietro con nostalgia, ma agire nel presente con responsabilità civica. Ho sempre vissuto il mio percorso come un ponte vivente tra passato e futuro, tra l’Albania e l’Italia, cercando di trasformare un simbolo in un diritto conquistato e difeso con coerenza, passione e amore per la giustizia.
Tonin Bajraktari